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DECONTRIBUZIONE DECRETO SOSTEGNI-BIS - COORDINAMENTO CON ALTRE MISURE DI INCENTIVO CHIARIMENTI

Alcune imprese associate hanno rivolto alla Federazione richieste di chiarimento in relazione alla compatibilità del beneficio della decontribuzione disciplinato dall’articolo 43 del decreto sostegni-bis (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73) con altre misure agevolative.

In particolare, con riferimento a imprese con strutture ricettive presenti in diverse regioni d’Italia, è stato chiesto se la fruizione dell’incentivo decontribuzione sud sia compatibile con la fruizione del beneficio della decontribuzione prevista dal decreto sostegni-bis, perdurando il ricorso, da parte dell’impresa in questione, ai trattamenti di integrazione salariale erogati dal Fondo di integrazione salariale (FIS).

Al fine di fornire l’indicazione richiesta, Federalberghi si è rivolta alla Direzione generale dell’INPS, che ha fornito le indicazioni di seguito riportate.

Con riferimento al cumulo con la decontribuzione sud, chiarisce che, ai sensi dell’articolo 43, comma 4, del decreto sostegni-bis, l’esonero contributivo in questione è cumulabile con gli esoneri contributivi previsti a legislazione vigente, nei limiti della contribuzione dovuta.

Per l’effettiva applicazione della seconda misura agevolata, deve farsi riferimento alla contribuzione “dovuta” e cioè, più specificamente, alla contribuzione residua “dovuta”, in ragione del primo esonero applicato.

Quanto alla sequenza secondo cui debba operarsi la cumulabilità tra gli esoneri, ove consentita, secondo l’avviso espresso dall’istituto la stessa deve avvenire in ragione delle norme approvate, in ordine cronologico, sul presupposto che l’ultimo esonero introdotto nell’ordinamento si cumula (ove così previsto) con i precedenti sulla contribuzione residua “dovuta”.

Per quanto riguarda il coordinamento con la normativa applicabile in tema di integrazione salariale, ad avviso dell’INPS l’esonero è compatibile, nei limiti della contribuzione dovuta, con il contemporaneo ricorso a trattamenti di integrazione salariale. Pertanto, nel caso prospettato, ai fini della legittima fruizione dell’esonero, non rileva il fatto che l’azienda fruisce di trattamenti a carico del FIS.

Con riferimento alla disciplina in materia di aiuti di Stato, si precisa che il beneficio in trattazione è concesso ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione europea recante un «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19».

Si tratta, in concreto, di una disciplina differente rispetto a quella prevista per gli aiuti “de minimis”, e che comporta, come requisiti legittimanti, il rispetto delle seguenti condizioni:

  • gli aiuti temporanei devono essere di importo non superiore a 1.800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere);
  • gli stessi possono essere concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019;
  • in deroga al punto precedente, possono essere concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;
  • gli aiuti devono, infine, essere concessi entro il 31 dicembre 2021.

NEWS 2021


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