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FEDERALBERGHI: REGOLE UGUALI PER CHI OPERA NEL SETTORE

«Un’assemblea primaverile per parlare del futuro e non solo del passato». Questa la scelta di Paolo Rossi presidente provinciale di Federalberghi che venerdì ha riunito i suoi associati per ribadire le linee sulle quali si concentrerà l’impegno dell’associazione nel 2019: lotta all’abusivismo, tutela dei territori e viabilità. Archiviato quindi un 2018 «ottimo anche per gli alberghi in montagna e in linea con le ultime tre stagioni», le nubi all’orizzonte sono per «l’abusivismo e la conseguente concorrenza sleale che ha fatto chiudere un numero importante di alberghi a 1 e 2 stelle e sta cominciando a mettere fuori mercato i 3 stelle». Nessuna contrarietà a nuove formule di proposte turistiche «ma se si opera nello stesso mercato anche il rispetto delle regole deve essere uguale. Spesso invece c’è chi opera in zone grigie con danni erariali che vanno poi a penalizzare tutti». Utili, se non indispensabili, diventano i controlli. «L’impressione però è, senza voler assolutamente generalizzare, che manchi la volontà di farli. Siamo in un clima di elezioni permanenti e la sensazione è che non si vogliono toccare gli interessi di nessuno. Elettori compresi». Il riferimento, più o meno velato, è per quel «molto del costruito e dell’invenduto del settore immobiliare che oggi è sul mercato turistico».

I piccoli negozi che chiudono

Un ulteriore segnale negativo arriva anche dalla chiusura dei piccoli negozi di vicinato. «Quando soprattutto nei centro storici di Paesi storicamente vocati al turismo si abbassano definitivamente le serrande delle macellerie, dei panettieri, dei fruttivendoli – ha ricordato Rossi – vuol dire che non ci sono più utenti residenti perché i proprietari delle case preferiscono trasferirsi e destinare le loro abitazioni ai turisti magari solo per alcuni mesi all’anno». E la politica italiana tentenna nell’affrontare il problema. «Nel mondo e nei Paesi dell’Unione Europea c’è stata una levata di scudi verso quei portali che condizionano i flussi turistici e il risultato è che l’Italia turistica fatica sempre di più». Altro tema delicato è la difesa dell’ambiente e il presidente provinciale di Federalberghi non usa giri di parole: «Se ci giochiamo il territorio, possiamo chiudere anche domani mattina». A preoccupare gli albergatori bresciani è anche la viabilità che «in molte parti della provincia, nei mesi estivi, non è sostenibile. Sul lago di Garda in particolare si potrebbe iniziare a potenziare, magari agevolandoli, i trasferimenti via acqua come ormai da tempo fanno sul lago d’Iseo o su quello di Como».

Le nuove strutture alberghiere

Un discorso a parte merita la città che si sta confrontando con l’apertura di 4 nuove strutture alberghiere e con un indice di occupazione delle stanze che, anche se in crescita di un punto e mezzo percentuale rispetto al 2017, è stato comunque il più basso di tutti i capoluoghi di provincia (il 45,6%). Altrettanto certo è che negli ultimi anni è cresciuta, in modo importante, la qualità dell’offerta turistica – culturale «creando molta curiosità tra i turisti che spesso però scelgono di alloggiare sul Garda, sul Sebino o in Franciacorta. Le presenze in città, oltre al traino che suscita in tutto il mondo il marchio della Mille Miglia, sono storicamente legate al turismo d’affari e la recessione economica fa sentire i suoi effetti». Ma l’ottimismo non manca. Anche perché «il turismo crea occupazione, nessuna macchina può sostituire l’uomo e non si può delocalizzare. Un Paese pensato per i turisti è più bello da vivere, più pulito, più sicuro e con una mobilità che funziona». Una visione condivisa anche da Regione Lombardia dalla quale arrivano segnali positivi. «Ha compreso come il turismo sia una delle principali risorse economiche regionali – ha sottolineato il presidente provinciale di Federalberghi, Paolo Rossi - e quale sia il suo peso nella costruzione del Pil lombardo soprattutto oggi in tempi di recessione». Certo si potrebbe fare di più e la richiesta all’assessore regionale al turismo e al marketing territoriale Lara Magoni, albergatrice lei stessa e presente ieri all’assemblea di Federalberghi è stata quella di «fare sistema perché abbiamo bisogno soprattutto di nuovi progetti regionali e nazionali in tema di marketing turistico».

L'articolo è disponibile si https://bit.ly/2I5hvN5

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