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IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITÀ - AUMENTI TARIFFARI ILLEGITTIMI

Il Dipartimento delle Finanze del MEF, dando seguito a quanto sancito dalla Corte Costituzionale, ha confermato che gli aumenti dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni (ICPDPA), introdotti o confermati, anche tacitamente, dopo la data del 26 giugno 2012, non sono legittimi.

Secondo il MEF, una delibera approvativa o confermativa emessa in data successiva al 26 giugno 2012 non può che ritenersi illegittima, essendo venuta meno - a seguito dell’intervento abrogativo disposto dal decreto-legge n. 83/2012 - la norma che attribuiva ai comuni il potere di disporre gli aumenti tariffari.

Analoghe considerazioni valgono anche in caso di proroga tacita delle tariffe, posto che per l’anno 2012 il termine ultimo di approvazione del bilancio di previsione era stato prorogato al 31 ottobre 2012; per cui solo se il beneficio fosse stato approvato entro il 26 giugno 2012, il comune avrebbe potuto legittimamente richiedere il pagamento delle maggiorazioni.

In definitiva, a partire dall’anno di imposta 2013 i comuni non erano più legittimati a introdurre o confermare, anche tacitamente, le maggiorazioni in questione.

Per ottenere il rimborso delle somme versate in forza di deliberazioni comunali adottate oltre il predetto termine, il contribuente ha cinque anni di tempo, a decorrere dal giorno del versamento, indirizzando apposita istanza al comune (al concessionario nel caso di gestione in concessione).

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