Camera di Commercio di Brescia

 


La Valtrompia – esteso retroterra industriale di Brescia, nota a livello internazionale per le sue industrie metallurgiche – ha due anime, quella della bassa valle, polmone economico del bresciano, e quella della media ed alta valle, dove i paesi si diradano e le industrie cedono via via il passo ai boschi, alle vette, alla natura, ai silenzi. A segnare questo ipotetico confine, Gardone Valtrompia, famosa in tutto il mondo per la sua produzione di armi.

Ai lati si aprono valli minori, lungo corsi d’acqua un tempo motori delle attività di forni e fucine che producevano ricchezze, vigilate da torri e testimoniate dalle opere d’arte nelle chiese.
D’estate le mandrie risalgono il Maniva, punto d’incrocio delle tre valli, da dove si può osservare buona parte dell’intero arco alpino e si può distinguere l’azzurro del Lago di Garda.

CENNI DI STORIA
Resti di abitanti preistorici sono stati trovati dalle montagne della zona del Maniva fino alla valle di Nave. Le miniere di ferro di Collio furono sfruttate fin dall’epoca romana, probabilmente con l’impiego di schiavi. La valle era percorsa dalla via Valeriana, che attraverso il Guglielmo passava in Valle Camonica.

Un’altra strada collegò a metà del sec.XVI la Valtrompia alla Valsabbia, per portare il metallo al forno di Anfo. Venezia commissionava armi e cannoni per il proprio Arsenale: un’attività così importante mosse a Gardone interessi e bellicose fazioni di artigiani, con disordini ed episodi di banditismo che si protrassero dalla fine del ’500 al ’700. Ma vi furono anche periodi di crisi: all’inizio del ’600 Venezia frenò l’emigrazione di artigiani verso la Germania con un bando che minacciava chi se ne fosse andato di non poter più riottenere la residenza.

Altra produzione importante si localizzò nel sec.XV nella valle del Garza (Nave e Caino), dove sorsero numerose cartiere.

 

 

   
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