Camera di Commercio di Brescia

 


Risalendo la Valle Camonica si notano che i nuclei abitati, su ogni pianoro lungo i pendii, ergono le loro torri e i loro campanili di pietra. L’inaccessibilità era la prima difesa dei forni e delle fucine, che esistevano fin da prima dell’arrivo dei Romani.
A quest’attività, favorita dalla vicinanza delle miniere con acqua e legno necessari alla lavorazione, si deve la prosperità che ha consentito di ornare le chiese con sorprendenti opere d’arte.
Una religiosità magica attraverso varie epoche, dai riti solari dei camuni che incidevano le rocce, al culto delle divinità romane, al cristianesimo corrente.

Due parchi naturali fra i più importanti dell’arco alpino, quello dell’Adamello e quello dello Stelvio, una fitta rete di sentieri e di rifugi, tre conosciute stazioni invernali (Ponte di Legno – Tonale- Temù, Borno e Montecampione) ed una serie di centri minori ben attrezzati, sci estivo sul ghiacciaio del Presena, terme a Darfo Boario Terme e ad Angolo, un patrimonio storico – artistico veramente unico fra le vallate alpine, che abbraccia 10 mila anni di storia e che prende il via con le celebri incisioni rupestri.

CENNI DI STORIA
Della preistoria ci parlano le numerose incisioni rupestri sparse in tutta la valle. I Camuni furono sottomessi nel 16 a.C. dal proconsole Publio Silio, che risalì la valle lungo la via Valeriana e ne pose il centro a Cividate.
Nel 774 Carlo Magno (sec.VIII) affidò la valle ai monaci di Tours, la cui presenza è ricordata dalle numerose chiese dedicate a San Martino.
L’estrazione, fin da tempi remoti, del ferro e di altri metalli alimentò i forni fusori e le officine, che esportavano i loro prodotti in tutto il mondo.
Nelle sue discese in Italia il Barbarossa passava dal Tonale, trovando appoggio nell’agguerrita nobiltà ghibellina camuna, della quale Venezia, preso possesso della valle nel sec.XV, doveva avere una fiducia piena di riserve: ordinò infatti l’abbattimento di molti castelli.
Nel 1809 i soldati napoleonici fermarono in alta valle le truppe tirolesi ribelli guidate da Andreas Hofer. Sui ghiacciai e i nevai dell’Adamello si combattè nel 1915-18 un’estenuante guerra di trincea.

 

 

   
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